Lo spazio terapeutico

L’Associazione GET offre uno spazio psicoterapeutico sicuro e non giudicante, dove paziente e famigliari verranno seguiti da terapeute e terapeuti con una profonda conoscenza della organizzazione Bordeline di personalità, della disregolazione emotiva e del metodo di trattamento.

Si può accedere al percorso di cura con il metodo G.E.T in diverse modalità e in diversi ambiti che verranno valutati dall’equipe terapeutica e concordati in base alle specificità di ogni caso e della situazione di vita del paziente.

Attualmente offriamo:

  • Trattamento ambulatoriale presso Ambulatorio AMU, via Pergolesi, 13 Milano
  • Trattamento on-line tramite piattaforma Zoom
  • Trattamento presso comunità educativa o terapeutica

Se siete interessati a maggiori informazioni su modalità e costi del supporto famigliare potete contattarci telefonicamente, tramite e-mail o utilizzando l’apposito form in fondo alla pagina.

Inoltre, l’Associazione si occupa e prende in carico pazienti con sofferenze personologiche differenti da quella borderline, considerando l’assetto personologico specifico del soggetto che richiede una valutazione completa. Una volta terminato il percorso di valutazione, sarà possibile in base all’esito del percorso, pensare a un tipo di proposta terapeutica adatta alle caratteristiche del richiedente. A tal fine, sono disponibili percorsi individuali e di gruppo.

Percorso di valutazione - filtro

Il primo passo verso la cura è un’accurata diagnosi.

Il paziente che accede al servizio, inizia un percorso diagnostico finalizzato a identificare l’intervento terapeutico più adatto. Il percorso si articola in quattro colloqui, della durata di circa 45 minuti l’uno, effettuati a cadenza settimanale.

  • Primo colloquioHa la finalità di individuare la sofferenza attuale, il motivo per cui la persona accede alla struttura, la sua domanda e il suo interesse alla cura. Il clinico che esegue il colloquio deve identificare il caso come di competenza personologica e qualora avesse dei dubbi circa la presenza di co-morbilità con disturbi non psicologici, invierà la persona al medico psichiatra per un confronto. In questa fase viene consegnata al paziente una batteria testale di questionari auto-somministrati da compilare per il terzo incontro.
  • Secondo colloquioSi raccoglie la storia di vita del paziente, arrivando all’esordio clinico; richiede una ricostruzione degli eventi di vita salienti e degli step clinici attraversati fino ad arrivare all’oggi. Tale colloquio conoscitivo, vuole arrivare a comprendere il funzionamento della persona, la percezione che ha di sé, le sue risorse, i suoi punti di forza e le aree di vulnerabilità, tenendo a mente la cultura di appartenenza e i suoi processi maturativi
  • Terzo colloquioHa una struttura differente dai precedenti, si somministra il questionario SCID II 2.0, consegnato al primo incontro e si propone uno spazio utile alla compilazione degli altri questionari qualora ci fossero delle difficoltà.
  • Quarto colloquioAvviene dopo che l’equipe di lavoro ha discusso il caso. In questa fase, vi è uno scambio circa gli incontri precedenti, il clinico propone un’ipotesi di terapia laddove necessario e si valuta la possibilità di poter cominciare insieme un percorso, volto a lavorare sugli aspetti problematici riportati dal paziente. È un momento di ascolto reciproco e di scambio.

Attualmente i referenti dei percorsi di valutazione attivi sono tre:

  • Dott. Raffaele Visintini
  • Dott.ssa Cristina Ragno
  • Dott.ssa Martina Segrini

Associazione GET

Responsabilità, trasparenza e correttezza nei rapporti con i sostenitori e con il pubblico sono i principi cardine della nostra associazione.